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30 giugno 2008

Semplificazione amministrativa per i padroni, complicazione per i lavoratori

Padroni e padroncini, professionisti e lavoratori autonomi d'ora in avanti godranno di alcune simpatiche semplificazioni:
  • non sarà più necessario gestire le transazioni sopra i 100 euro tramite un apposito conto corrente e con mezzi di pagamento tracciabili;
  • si potrà allegramente adottare la pratica odiosa ed illegale, ma difficilmente dimostrabile, della lettera di dimissioni in bianco (quella che si fa firmare alla lavoratrice all'atto dell'assunzione, in modo che, se per caso quella resta incinta, la si può licenziare senza difficoltà), perché la legge 188 è stata abrogata;
  • sono aboliti un po' di libri e di adempimenti a tutela del personale;
  • fra breve, si toglieranno un po' di controlli sulla sicurezza del lavoro.
Per i lavoratori pubblici, notoriamente fannulloni per definizione, invece, niente semplificazioni amministrative. Anzi, in quel caso si adotta una misura che ingolferà le strutture sanitarie pubbliche con montagne di scartoffie e genererà un infinito contenzioso: dopo dieci giorni di malattia consecutiva, o dopo due malattie in un anno solare, ulteriori malattie dovranno essere certificate da una struttura pubblica e non più dal solo medico di famiglia. Dato che è a tutti noto che le ASL non ce la fanno a seguire un simile numero di atti, si tratta con tutta evidenza di un accanimento burocratico. Appunto, complicazione amministrativa.

Ecco, il famoso decreto sulla semplificazione amministrativa e sulle misure urgenti di finanza pubblica, il fiore all'occhiello del nuovo governo, è tutto qui. Lo slogan della semplificazione è utilizzato per agevolare l'evasione fiscale, per togliere sicurezza al lavoro e per ridurre le tutele. Lo slogan della lotta ai fannulloni e dell'efficienza della pubblica amministrazione è utilizzato per colpevolizzare a buon mercato e vessare tutta una categoria. Utilizzando il noto principio della colpa collettiva, tanto cara alla nostra amata destra: qualche zingaro ruba, quindi tutti gli zingari sono ladri. Qualche impiegato pubblico è assenteista, quindi tutti gli impiegati pubblici sono assenteisti.
Però, se qualche piccolo imprenditore o qualche professionista evade le tasse, stranamente, non consegue che tutti evadono le tasse...

Mentre un po' tutti noi del PD ci balocchiamo con le nostre beghe interne, con il ricambio generazionale, o nella migliore delle ipotesi con l'inutile e già sconfitta indignazione giustizialista alla Di Pietro, lorsignori dimostrano qual'è la vera differenza fra destra e sinistra.

Sempre la stessa. Padroni e lavoratori. Ricchi e poveri. Ingiustizia e giustizia. Diseguaglianza e uguaglianza.


30 giugno 2008

Lo spirito del tempo

Lo spirito del tempo è espresso perfettamente dalla contorta motivazione con cui la Corte di Cassazione ha cassato una sentenza per razzismo contro il sindaco di Verona Tosi: 

Quindi, per la Cassazione credere che tutti gli zingari siano ladri non è segno di razzismo.
Proviamo a sostituire:
tutti gli zingari sono ladri
tutti gli ebrei sono ricchi
tutti gli italiani sono mafiosi
.....

La somiglianza di questo spirito del tempo con quello del razzismo novecentesco è purtroppo impressionante. Il meccanismo è sempre quello eterno del capro espiatorio. Si trova un gruppo colpevole (gli ebrei, gli zingari, gli stranieri, chi volete voi...), si dirige la paura pubblica verso di loro, poi li si usa per far finta di risolvere i problemi e soddisfare la voglia di vendetta di persone sempre più frustrate dalla loro vita quotidiana.

E tanto per chiarire. A quelli che saranno subito proti a contestarmi che comunque c'è davvero un problema di legalità, che davvero molti zingari delinquono, e che quel che è peggio usano i bimbi per farlo, dico che ovviamente sono d'accordo.

Ma per quale motivo io e quelli che la pensano come me dobbiamo sempre essere accusati di sociologismo, di giustificazionismo quando "difendiamo" i rom e le varie minoranze, mentre quelli che giustificano sistematicamente ogni comportamento razzista dei politici o dei miei compatrioti richiamando la realtà o la percezione dell'insicurezza, non devono mai essere accusati di un giustificazionismo uguale e contrario?


27 giugno 2008

Nuova forma. Nuovi contenuti?

Visto che pure Luca ha rifatto l'aspetto del suo noto blog, anch'io non potevo certo esimermi da cotanta sfida.
Ecco dunque la nuova veste, molto più pulita, e che include finalmente anche l'inevitabile (e del tutto inutile) tag cloud.

Chissà se a quest'ansia di ri-formare i blog (pochi giorni fa ci è passato pure suzuikimaruti) corrisponda altrettanta ansia di migliorarne i contenuti, oppure se stiamo diventano un po' tutti degli esteti...


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26 giugno 2008

Uccidere il padre con le primarie?

Confesso che, essendo padre da ben 18 anni, questa storia di uccidere il padre non è che proprio mi renda tanto allegro. Se penso poi che il mio secondo figlio tredicenne ha appena letto L'orologiaio di Everton, dove non si uccidono padri ma si racconta esattamente di un fallimento paterno, mi sento pure peggio.

Ma tant'è. Se occorrono messaggi forti per far passare il messaggio, usiamoli pure.
A patto, però, di capire perché e per fare cosa sia necessario uccidere il padre. Che è quello che ho tentato di dire sul blog de iMille.

Forse sarebbe più importante, però, disporre di un modo di fare che consentisse di sostituirlo, 'sto padre, quando non funziona più. Senza bisogno di accordi sottobanco, ma discutendone liberamente e chiaramente, alla luce del sole. Come si dovrebbe fare con le primarie, e come ho provato a spiegare qui.


23 giugno 2008

Reazionari

Ho ricevuto, in una mailing list che frequento, il testo di un recente post di un noto comico che si è dato alla politica. Questo è ciò che ho risposto in quella lista:

Beh, questo post dimostra finalmente in maniera inequivocabile:

  1. che Beppe Grillo è un reazionario: la logica che sta dietro il post non è che le persone debbano controllare i loro politici (che sarebbe ovvio e giusto), ma che la spesa pubblica sia un male in se, e il deficit spending sia il male assoluto. E ricordo che il deficit spending, se ben fatto, è stato la pietra angolare di tutte le politiche socialdemocratiche fino a che il pensiero unico liberista lo ha reso impopolare. Grillo si accoda felice al pensiero unico neoliberista del pareggio di bilancio a tutti i costi.
  2. che Beppe Grillo accetta la disinformazia di Alemanno e soci, pompando anche lui la ridicola storia del buco di bilancio del Comune di Roma - Causi parla del 2001, perché giustamente risponde per se, ma in realtà lo stock del debito di Roma, esattamente come quello dello stato italiano,si trascina più o meno uguale dalla felice epoca di Carraro (do you remember?) e la metà del primo mandato di Rutelli - ah, l'orribile cicoria baciapile! - è stata occupata da un parziale ma sostanzioso risanamento di bilancio e per evitare il fallimento del comune di Roma.
  3. che anche Beppe Grillo ha una concezione penitenziale della vita, visto che avalla la triste accusa sullo spreco della notte bianca. La quale non è affatto una mia passione, ma che mi sembra ormai da difendere quale simbolo di una concezione della politica che mette al centro anche la qualità della vita, la cultura, lo svago - e per questa via consente perfino di fare soldi e sviluppo. O pensate davvero che i commercianti e gli albergatori romani saranno contenti del deserto culturale che si approssima?

Ciò detto, tanto per evitare subito l'assalto dei moralisti, chiarisco che anch'io sono certo, anzi certissimo, che fra le spese del Comune di Roma - come fra quelle di tutta l'amministrazione pubblica italiana - vi siano una montagna di spese inutili, e una quota di spese di favore, e un'altra quota di veri e propri furti. E sono altrettanto convinto che né Rutelli né Veltroni, durante i loro mandati, abbiano fatto abbastanza per sradicare la mala pianta dell'inefficienza e della delinquenza. Ma che non abbiano fatto nulla, e che siano stati gli irresponsabili descritti dal nostro eroe del vaffa, questo è davvero una fandonia. Che racconta molto bene a quale livello di incapacità di distinguere e capire, a quale livello di confusione e di superficialità è giunto lo spirito pubblico di questo disgraziato paese.

*****
Sebbene non sia uso mettere link verso quel blog, questa volta faccio un'eccezione per dar modo a chi volesse di approfondire. Ma consiglio soprattutto un'attenta lettura dell'analisi del bilancio di Roma pubblicata sul sito del "grande reprobo" Marco Causi.


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20 giugno 2008

Il fumo e l'arrosto

E' davvero fantastico notare come il fumo della Robin Tax o la demagogia della tessera del pane (peraltro, come si spiega bene qui, una squallida elemosina che distoglie risorse da un vero welfare) riescano ad occultare cosa c'è davvero nella manovra economica di Tremonti: ad esempio, l'abolizione delle norme antievasione indirizzate a artigiani commercianti e professionisti, oltre ovviamente al taglio indifferenziato (e del tutto teorico) delle spese pubbliche.

Ma ciò che è ancora più stupefacente, è come i commentatori di sinistra e il PD stesso diano credito all'obiettivo di pareggio di bilancio, quando tutta la manovra si basa su una previsione di inflazione programmata all'1,7% nel 2008 e 1,5% nel 2009. Considerando che a maggio 2008 l'inflazione è certificata dall'Istat al 3,6%, sarebbe curioso sapere come sarà raggiunto quel risultato, visto che le varie grandezze macroeconomiche sono comunque legate a quell'irraggiungibile obiettivo.



*****


Oggi è la giornata del rifugiato. In Italia, e purtroppo ormai  in Europa, la giornata dell'ipocrisia.


19 giugno 2008

Pensierini 2 - La tessera per il pane

"Ormai è noto a tutti che stiamo andando verso il collasso definitivo", ci dice Latouche proprio nelle prime righe del suo ultimo libro. Fosse vero, i politici farebbero cose diverse, o i popoli voterebbero per altri politici. Non è affatto noto a tutti, e tutt'ora la maggior parte delle persone semplicemente non crede nella gravità della situazione energetico/climatica.

*****

E' lo stesso strabismo che ci fa dire, a noi di sinistra, che la gente sa benissimo che Berlusconi è uno che si fa prima di tutto i suoi interessi, che ha infranto la legge più volte, che ha iniziato la sua fortuna economica in modo  poco pulito. E che lo vota in piena coscienza perché gli sta bene così. Magari fosse. Per 1 elettore del caimano che lo vota cosciente dei suoi "difetti", quindi per coerente interesse, ce ne sono 10 sinceramente convinti che sia un povero perseguitato dai giudici comunisti.

*****

Aspetto con fiducia che le associazioni dei benzinai decidano la solita serrata contro la liberalizzazione delle pompe di benzina nei supermercati. Ma ho il sospetto che, stranamente, questa volta il provvedimento passerà liscio come l'olio, senza alcuna rivolta come quelle anti Bersani.

*****

Irlanda batte Europa Uno a Zero. Gualtieri dice, con qualche logica, che è inutile ostinarsi in impossibili sogni di Europa dei popoli, troppo prematuri, ed è meglio trovare a livello governativo trucchi ed escamotage per andare avanti. Aggiungo io, perché noi sappiamo che l'Europa è l'unico spazio ragionevole per una politica capace di non essere succube dell'economia.
E però, viene il sospetto che a forza di escamotage e di ostinazione a non parlare chiaro e a fare machiavelli, il momento in cui i tempi saranno maturi non arriverà mai. Se l'Europa è quella ridicola che continua ossessivamente a cercare con lanternino "aiuti di stato" da sanzionare, invece di rilanciare una politica economica, sociale, energetica ed ecologica europea, è molto facile per i leghisti difendere Malpensa e per Tremonti venderei il prestito Alitalia come fosse una politica sociale e di sinistra.

*****

Tessera per il pane per i meno abbienti. Esercito nelle strade. Tassa sui ricchi petrolieri, ossia richiesta di oro per la Patria. Vi ricorda qualcosa?


18 giugno 2008

Intellettuali organici

Ricordo i ponderosi articoli di Enrico Berlinguer su Rinascita. Ricordo, soprattutto, che su quella rivista, e anche altrove, la discussione politica si intrecciava con quella economica e culturale in ampi dibattiti in cui intervenivano tanto i politici di professione, quanto gli intellettuali più o meno organici e i tecnici di area.

Oggi, ci sono gli staff dei segretari, ci sono i think tank e le fondazioni. Ma tutti costoro lavorano in modo separato. I politici di professione si limitano a discorsi generici, non osano nemmeno entrare nel merito dell'elaborazione tecnica dei loro supposti intellettuali organici. Sono o pensano di essere professionisti della comunicazione e dell'immagine, e della gestione del potere. Non è più loro compito pensare, indicare la strada, immaginare il futuro ed esprimere una solida visione. Un'ideologia.

Gli intellettuali, da parte loro, producono proposte tecniche, senza speranza né volontà di incidere nel messaggio e nei valori che dovrebbero essere la sostanza della politica. E così, è difficile stupirsi se il PD appaia un partito non solo sconfitto ma, sopratutto, freddo.

Ancora di più, molti continuano ostinatamente a inseguire la favola del partito pragmatico, postideologico. Quella favola secondo cui per conquistare la maggioranza (ovviamente sfondando al "centro", il luogo della politica più inesistente al mondo), basta un programma ben fatto e la credibilità di chi lo propone, conquistata grazie al "merito".
E non si accorgono che la destra, in tutto il mondo e qui sopratutto, sta vincendo a mani basse proprio perché è schiettamente, coerentemente ideologica, e dà risposte e messaggi chiari e forti in termini di (dis)valori.

Karl Marx è stato ciò che è stato non perché ha scritto il Capitale o L'ideologia tedesca, ma perché mentre scriveva quei tomi li "vendeva" anche, facendo politica in prima persona. Non era un filosofo, era prima di tutto un politico.

Quanto a spessore e capacità di elaborazione culturale, oggi Walter Veltroni e Nichi Vendola sono sicuramente una spanna sopra i loro competitori nei rispettivi partiti. E, quindi, non c'è proprio da stare allegri.


16 giugno 2008

Pensierini

L'esercito nelle strade, non per combattere la mafia ma la microcriminalità. Con la stessa spesa, si riorganizzava la polizia o, ancor meglio, si unificavano PS e CC, risparmiando migliaia di uomini che fanno oggi attività duplicate, e li si mandava a controllare il territorio. Ammesso che serva.

*****

Esercito nelle strade, autoblindo in bella vista. ma riconosceremo i soldati veri dai possessori di Hummer?



*****

Città più sicure. Strade deserte di notte, pattugliate da soldati armati. Se cammini da solo, magari ti sparano per sbaglio. Strade affollate, gente che si diverte, movida, niente soldati visibili. Ossia, Roma piena di cultura "effimera". Fino a ieri. Notoriamente, la metropoli più sicura d'Europa proprio perché più movimentata.
Alemanno ci promette meno cultura, meno effimero, meno estate romana. Più autoblindo. Quindi, meno sicurezza. Voilà.

*****

Esercito nelle strade e divieto di processare il premier. Vi ricorda qualcosa?

*****

Lorenzo  Mattotti, che è un vero artista e un vero poeta, aveva già raccontato tutto fin dagli anni '70. Leggetevi o rileggetevi Incidenti. C'è già raccontato tutto ciò che serve per capire dove stiamo andando.


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12 giugno 2008

Entusiasmo

Eccoci qui, i soliti maschi di mezza età, una trentina di professional di varia provenienza riuniti nella sala riunioni del Botteghino, a via Nazionale. Che ancora esiste, solo con l'insegna cambiata in PD.
Fra i capelli grigi o le pelate largamente prevalenti, spicca la presenza di ben 2 (due) donne di cui una abbastanza giovane, e di ben 3 (tre) "giovani" attorno ai trent'anni.
E' la riunione della rete per l'innovazione del PD, il luogo dove dovrebbe riunirsi, appunto, ciò che c'è di davvero nuovo, innovativo, curioso ed aperto nel partito.
Però, il colpo d'occhio dice il contrario, e sebbene alcuni interventi siano interessanti e pieni di buone intenzioni e trasudino competenza, quel che resta più tristemente impressa è l'osservazione finale di Amalia, che dice che non vorrebbe trovarsi nella eterna condizione di dover chiede ascolto ai politici.
Come mi fa notare tornando verso casa Daniele, è l'ennesima volta che partecipiamo a una riunione nella quale ci si lamenta perché non riusciamo a trovare un canale per incidere davvero nei confronti dei nostri inamovibili politici del PD.

Il fatto è che fin che se lo dicono i parvenu del circolo PDObama, o i volonterosi ma scollegati giovinotti de iMille, o chi giornalmente si lamenta e si sfoga sui deprimenti forum del PD, la cosa può anche essere normale. E' invece davvero preoccupante quando lo dice gente che, effettivamente, è ben più vicina alla "stanza dei bottoni", come i responsabili della Rete. Davvero, l'autoreferenzialità unita ad una totale frammentazione organizzativa e al totale caos dei poteri sta distruggendo il PD. Urgono statuti, strutture, congressi ordinari e straordinari, meno pippe mentali e meno fumoserie.
Ma per fare tutto ciò, urge anche un po' di entusiasmo, ossia di militanti.
Una merce troppo rara, di cui non a caso ormai anch'io non mi sento più parte.


11 giugno 2008

Il camminatore della Corte dei conti

Quasi ogni giorno, un signore, impiegato della Corte dei conti conosciuto con il titolo di camminatore, inforca la sua moto e si reca da viale Mazzini (sede della suddetta Corte), a Palazzo Chigi (sede della presidenza del consiglio). Il motivo di tale viaggio quasi sempre non è, come qualche ingenuo potrebbe pensare, quello di trasportare importanti documenti di indagine o ponderosi rapporti sulla gestione della pubblica amministrazione. Semplicemente, il nostro uomo deve portare le bozze dei decreti del presidente del consiglio (anzi, lo scrivo maiuscolo: Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri - DPCM) che decretano, appunto, il "congedo per malattia" di uno o più magistrati. Poi, il suddetto camminatore tornerà con i decreti debitamente firmati e timbrati, che saranno archiviati nel fascicolo dell'illustre magistrato.
Perché qualche norma - o forse, semplicemente, l'usanza consolidata - prevede che ogni assenza per malattia dei magistrati debba essere oggetto di un DPCM. E perché, ovviamente, l'idea che tale inutile scartoffia, ammesso che proprio debba esistere, possa essere prodotta rapidamente per via telematica con firma elettronica, è troppo rivoluzionaria per essere messa in pratica.

Questa storia è dedicata all'esimio ministro Brunetta, che nei primi giorni del suo mandato ha promesso che avrebbe abolito la carta nella Pubblica Amministrazione entro 18 mesi al massimo. Auguri!


10 giugno 2008

Sono davvero così sprovveduti?


E' un bel dilemma. Se davvero credono ancora alla possibilità di aumentare la produzione di petrolio in epoca di picco conclamato (e anche ignorando i problemi climatici connessi), i nostri governanti mondiali sono degli irresponsabili inetti.
Ma, forse, è un po' tutta una manfrina, perché al di là dei proclami pubblici si stanno attrezzando a gestire la botta. Mentre noi qui in periferia continuiamo a gingillarci con il sogno nucleare...



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9 giugno 2008

Toc, toc, c'è qualcuno?

Oggi, 9 giugno 2008, sul forum sui temi energetici e climatici del Partito democratico il post più recente degli iscritti è del 31 marzo, è ancora in home page (al terzo posto!) un mio post elettorale del 26 marzo, e l'ultimo post "redazionale" di Silvestrini, del 5 maggio, ha avuto ben 1 commento.

Forse il PD non c'è più. O forse non fa più politica, salvo l'accanimento con il quale il suo ceto politico lotta per spartirsi le spoglie del poco potere rimasto, o per affondare i suoi militanti in ignobili polemiche sulla collocazione in Europa.



Dimenticavo, non solo il sito dei DS è vivo e vegeto. Anche quello della Margherita è vivo e lotta insieme a noi...


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1 giugno 2008

Paura, eh?

Non ho bisogno di scrivere l'ennesimo post, perché c'è un sacco di gente che scrive ben meglio di me cose importanti:
  • In giorni in cui impazza il dibattito sulla sicurezza e sulla paura dello straniero clandestino, che pare l'unica cosa importante per l'Italiano medio, io vi invito caldamente ad avere paura di ben altro: qui c'è una documentata descrizione di ciò ci cui dobbiamo avere davvero paura, un avvitamento del cambiamento climatico che si sta facendo molto più rapido del previsto.
  • E qui ci sono informazioni sul fatto che qualcuno, all'estero, comincia a preoccuparsi, mentre dalle nostre parti ci si balocca con patetici sogni nucleari e si chiede, addirittura, di ridurre gli impegni già presi.
  • Seguire il blog Crisis, dove Debora Billi e Pietro Cambi ci raccontano sia gli aspetti psicologici che quelli scientifici della grande crisi che ci ostiniamo a far finta di non vedere, è attività un po' angosciante ma essenziale se non si vuole ficcare la testa sotto la sabbia.
  • Ma, se proprio siete appassionati dell'agenda politica imposta dalla nostra destra vincente, potete chiarirvi le idee con due post, il primo molto pragmatico e il secondo di vasta profondità storica, che spiegano bene cosa c'è sotto all'ossessione della sicurezza.

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