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Quaresima

Frecce Tricolori 2009 12

Napolitano abolisce il ricevimento del 2 giugno al Quirinale. Il governo abolisce tutte le varie feste della polizia, delle forze armate ecc., unificandole in un’unica occasione, ovviamente ridotta ad una “sobria” manifestazione all’Altare della Patria. Niente più manifestazioni e sfilate fra la gente.

Il motivo è il solito: in tempi di crisi, la politica e le istituzioni tutte e lo Stato devono dare il buon esempio.

Ecco, a me questa abolizione di ogni festa e di ogni spesa di “rappresentanza” legata alle istituzioni repubblicane, comincia a turbarmi e a farmi sospettare che ci sia qualcosa che non va in questa specie di quaresima politica ed economica che sta vivendo l’Italia.

Personalmente, sono davvero tutto meno che un guerrafondaio. Non avessi evitato la leva per il combinato disposto del baby boom e della mia magrezza, credo che avrei finito per fare l’obiettore, pure in tempi in cui non era facile. Eppure, mi disturba l’idea che manifestazioni che dovrebbero servire a fare identità nazionale e a creare consenso attorno alle istituzioni repubblicane, siano abolite o soffocate in nome di un’idea che comincia ad assomigliare a un orrido malinteso. O, peggio, a una specie di terrore girondino in salsa grillina.

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Ci sono nell’aria tre idee che stanno diventando senso comune (non certo buon senso): che il declino sia irreversibile, che la decrescita sia cosa buona e giusta, che il potere politico sia sempre il male. E, in contrapposizione a queste tre idee, partiti e istituzioni usano in modo massiccio la retorica del “tornare a crescere”, che più lo dici e più nessuno ti crede, e più lo dici e più – giustamente, perché è raccontato male – viene criticata.

Che idea di mondo ne viene fuori?

1. Pentitevi voi ricchi e potenti (dove i ricchi e potenti sono sempre gli altri, come ben noto).

2. Non sperate nel futuro, potrete solo trovare qualche strategia di adattamento, se vi va bene.

3. La comunità nazionale, la sua costruzione e miglioramento, non è più un obiettivo. Figurarsi una comunità europea. Richiudetevi dunque nella vostra comunità locale.

4. E difendetevi, accontentandovi di essere piccoli, banali, normali e senza sogni.

No, i riti, almeno alcuni riti, servono, come ben sa un’istituzione millenaria come la chiesa. Non è necessario esagerare, ovvio. Ma il senso delle istituzioni, il consenso attorno possibili obiettivi comuni, fanno parte dell’insieme di cose che servono per “tornare a crescere”, senza cadere nella depressione quaresimale e senza speranza di una società avvitata su se stessa. Per “tornare a crescere” – meglio, per darsi sensati e sostenibili obiettivi di costruzione di un’Italia un po’ migliore e vivibile - le feste delle istituzioni, il fare comunità nazionale, servono quasi quanto serve uno stato efficiente, dei servizi e dei beni pubblici ben tenuti, ecc.

Ecco perché anche questi tagli mi sembrano sbagliati quasi quanto quelli alle proverbiali spese per l’istruzione, la ricerca e la cultura: perché è solo smettendola con un atteggiamento quaresimale che – forse – qualcosa tornerà a muoversi in Italia. Arriverei a dire che un gran stimolo da spesa pubblica in un paese depresso potrebbe non avere alcun effetto rilevante, e noi – a forza di terrore – stiamo diventando un paese depresso.

Pubblicato il 1/6/2013 alle 19.55 nella rubrica Educazione civica.

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