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Se 180 vi sembran troppi

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Sono dell’idea che sia molto giusto (comunque inevitabile) abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Sono anche dell’idea che sia altrettanto giusto che sia possibile finanziare volontariamente i partiti e che associare a questo finanziamento vantaggi fiscali – come avviene più o meno ovunque – sia un’ottima soluzione.

Però c’è una cosa che non riesco a condividere: che si dica e si sostenga, convintissimi di essere nel giusto, che i 180 addetti del PD siano un numero esorbitante, segnale di ipertrofia partitica. Non ho trovato statistiche affidabili sul numero di dipendenti del SPD o del PSF o del Labour Party e, tuttavia, sul sito del Labour vedo che ci sono delle posizioni aperte (stanno cercando personale, insomma). Sono certo che nel PD, come in tutte le organizzazioni burocratiche, ci sarebbero margini di efficienza e quindi, probabilmente, il “dimensionamento organici” corretto sarebbe, che so, 120 persone.

Ma 120, non 10 come mi sembra tendano a credere i teorici della sostanziale inutilità dei partiti. Perché insomma: un partito dovrà avere almeno alcune sedi territoriali, giusto? Dovrà gestirle? Dovrà avere un’amministrazione che gestisce un po’ di contabilità? Gli servirà un ufficio stampa? E un piccolo staff tecnico per l’informatica interna proprio non lo vogliamo? Per non dire dell’opportunità di disporre di qualche funzionario a tempo pieno che presidi almeno le tematiche più importanti, insomma un ufficio studi o di programma. E qualcuno che curi a tempo pieno l’organizzazione dei volontari sul territorio e l’organizzazione delle campagne mi sembra altrettanto indispensabile (magari qualcuno più in gamba di Stumpo, ma questa è un’altra faccenda…).

E se sommiamo queste funzioni, prendendole sul serio, credete che bastino poche decine di addetti?



Pubblicato il 5/6/2013 alle 21.4 nella rubrica Pillole.

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